Nomeranza Terrabianca

Già nel 1260 (dagli atti del notaio Amandolesio, 30 aprile 1261, doc. 14) la zona di ‘Terra Blanca’ era coltivata, di proprietà di due famiglie di Camporosso: gli Alemanno ed i Macariu.
È infatti più tardi che la famiglia Rondelli (da Reondello, antica famiglia di Camporosso), che già possedeva terreni nella vicina zona di Monte Curto, acquisisce il terreno, e nel 1870, mettendo a dimora la prima vigna di rossese di Dolceacqua, fonda l’odierna Terre Bianche.
Scheda di identità
Tipo di terreno
Argille Azzurre o Marne Blu (Argille di Ortovero).
Specifiche
Marne grigio-azzurre (contenuto di CaCO3 intorno al 30%) da massive a debolmente laminate, con subordinate intercalazioni centimetriche di siltiti e areniti fini a base erosiva e gradazione normale. Associazione con microfauna di foraminiferi bentonici (piccole conchiglie).
Attribuzione cronologica
Pliocene (Zancleano inferiore-Piacenziano inferiore).
Pendenza media
30%.
Altitudine
360-380 m.
Esposizione
Sud Est.
Scheda degli impianti
Varietà e anno di impianto
Rossese di Dolceacqua, 2010 e 2018.
Vermentino, 2018.
Pigato, 2011.
Portainnesti utilizzati
Paulsen 779, Paulsen 1103.
Tipi di potatura
Cordone speronato, guyot.
Curiosità
Storia
Dalla località di Terre Bianche si ricavava sin dall’antichità l’argilla per fabbricare mattoni; è tuttora visibile un tratto di strada stimata di epoca romana che permetteva il trasporto della materia prima ai forni più a valle, per la cottura dei mattoni.
Geografia
I calanchi nella zona di Terre Bianche sono suggestivi fenomeni erosivi. I pinnacoli di argilla vengono sostenuti dalle radici dei pini.
Letteratura
Del colle delle Terre Bianche scrive Salvatore Quasimodo (Premio Nobel per la letteratura nel 1959) nella sua opera “Ed è subito sera – Erato ed Apòllion” 1932, dedicandogli espressamente la poesia ‘Sul colle delle Terre Bianche’.
